Africa orientale: Uganda, Tanzania e Kenya
Si prevede che entro il 2050 circa il 40% dell’attività edilizia urbana mondiale si concentrerà nelle città africane. Questo significa che le decisioni prese oggi in Africa orientale potrebbero avere importanti ripercussioni sulle future emissioni globali, sulla domanda di legname, sul ripristino delle foreste e sullo sviluppo urbano sostenibile.
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Membri della coalizione
- Amabanda
- Ardhi na Mbao
- Arup
- Associazione degli Albergatori dell'Ovest
- Associazione degli Architetti del Kenya (AAK)
- Associazione dei piccoli agricoltori e silvicoltori del Kenya
- Axum
- Bamboo Uganda
- BOXA
- CPS Africa
- Easy Housing
- Gruppo Sustainabuild
- I Rewildings
- Il GoDown Arts Centre
- Istituto di ricerca forestale del Kenya
- Localworks
- Lotino Engineering
- MASS Design Group
- Progetti Sustainabuild
- Rete globale sulle prestazioni degli edifici
- Risorse ecologiche
- Studio Akeka
- studio OMT architetti
- Tecnologie per il legno massiccio
- WAZO Corporation Limited
- Woodtechie Innovations
Il nostro obiettivo
Grazie alla nostra collaborazione con il CSFEP, sosteniamo lo sviluppo di una rete regionale strutturata lungo tutta la catena del valore in Africa orientale, in grado di creare le condizioni necessarie per diffondere l’edilizia bio-based, rafforzando al contempo le foreste, le comunità e le imprese locali. Mettendo in contatto gli attori dei settori forestale, edile, governativo, finanziario e delle comunità in Kenya, Uganda e Tanzania, la Biobased Construction East Africa Coalition punta a dimostrare come l’Africa orientale possa diventare un esempio di riferimento per l’edilizia climaticamente intelligente e rigenerativa nel Sud del mondo.
Immagine tratta da Easy Housing.
I prodotti a base biologica in Africa orientale: la situazione del mercato
In tutta l’Africa orientale si sta creando un forte slancio e il potenziale di mercato è enorme. Anche la domanda è alta: tra Uganda, Tanzania e Kenya si stima una carenza di alloggi pari a 6,6 milioni di unità. Una ricerca commissionata dal CSFEP stima che l’edilizia a base biologica potrebbe conquistare fino al 42% del mercato edilizio di Nairobi entro il 2040, portando alla realizzazione di migliaia di edifici in legno massiccio ed evitando fino a 2,97 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio incorporate.
Allo stesso tempo, l’Africa orientale vanta notevoli risorse forestali e un ecosistema in continua crescita di aziende all’avanguardia, tra cui progettisti, produttori, architetti e innovatori del settore del legno, che stanno dimostrando la fattibilità dell’uso del legno e di altri materiali a base biologica nella regione.
Immagine tratta da Easy Housing.
La foto a sinistra, scattata da Mutua Matheka, ritrae il Bidi Bidi Performing Arts Centre in Uganda, progettato da Hassell Studio in collaborazione con il Climate Smart Forest Economy Program (CSFEP), il partner Localworks e Arup, uno dei “Frontrunner” del BbN.
Attività di rete
L’East Africa Biobased Construction Network crea una piattaforma per la collaborazione, l’apprendimento e l’azione in Kenya, Uganda e Tanzania. Attraverso incontri regolari della coalizione, workshop con le parti interessate e gruppi di azione mirati, i membri lavorano insieme per individuare gli ostacoli di mercato, sviluppare soluzioni pratiche e promuovere una visione condivisa per l’edilizia bio-based nella regione. I membri della coalizione possono contribuire alle linee guida regionali, partecipare a progetti pilota e collaborare su priorità quali la capacità produttiva locale, le filiere sostenibili del legno, lo sviluppo di politiche e la domanda di mercato.
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